Quale è il metodo di allenamento migliore?

Cosa è preferibile, il fitness o l’allenamento funzionale? Questo sembra essere uno dei quesiti più in voga del momento. In un mondo in cui la forma fisica è diventata un business redditizio, che si basa sul fatto che gli utenti spendono cifre esagerate per cercare di raggiungere un certo condizionamento fisico, la scelta riguardante il tipo di allenamento a cui sottoporsi risulta un quesito di rilievo. “Quello che rispondo e ribadisco sempre quando sento fare questa domanda – spiega Giulia Zambelli, giornalista e istruttore di allenamento funzionale – è che la regola generale deve essere quella di raggiungere con l’allenamento il condizionamento completo del nostro corpo. Quindi non possiamo focalizzare i nostri sforzi solo sulle gambe o sulla pancia, ma dobbiamo cercare di eseguire allenamenti che includano tutte le catene cinetiche del nostro corpo.”

“Più muscoli andrò ad attivare – ribadisce Giulia – più grande sarà il mio sforzo e più grande sarà il mio impiego energetico. Quindi più ampio potrà essere il mio range di miglioramento.”

Ecco perché il fitness, inteso come pratica svolta al perfezionamento di condizioni prettamente estetiche o salutistiche, non funziona e non potrà mai dare i risultati sperati Questo è l’errore di fondo in cui incappa chi va in palestra per dimagrire. Sale sul tapirulan e inizia a correre o utilizza macchine che isolano il lavoro ad un solo muscolo o ad un piccolo distretto muscolare. Con questo tipo di attività i risultati sono ben pochi. Autostima e motivazione subiscono un crollo drastico e il rischio è quello di smettere l’attività sportiva, oltre a non aver ottenuto il risultato sperato. “Sia Ben chiaro – ribadisce Giulia Zambelli – correre o fare sollevamento pesi non sono attività controindicate, ma il dispendio energetico va sfruttato in maniera diversa.”

“Il fitness vuole rendere l’attività motoria facile e confortevole – spiega il dottor Nicola Sacchi, autore del libro “Allenamento Funzionale” – l’ideale a cui chi si avvicina a questa attività è allenarsi stando in poltrona o magari in spiaggia a prendere il sole o addirittura a letto dormendo. Ambire a ciò è decisamente assurdo, l’attività motoria per portare a risultati non deve essere facile né confortevole, altrimenti anche in questo caso non sarebbe attività. Il condizionamento fisico è ottenibile solamente se vi è affaticamento che non è conciliabile con il concetto di facile e confortevole.”

 

 

Giulia Zambelli