Un sogno chiamato Svezia

Ho sempre avuto un debole per la Svezia, da quando mi ci recai per la prima volta nel 2004 e fu amore a prima vista. Avevo appena iniziato a studiare svedese all’Università, da un anno si sono trasformati cinque. Amo tutto quello che riguarda questo paese, la lingua, la cultura, i paesaggi, l’atmosfera, la natura e, come negarlo, i bei ragazzi. Ho anche vissuto alcuni mesi a Stoccolma nel 2009 per scrivere la tesi di Laurea e ho vinto uno stage presso l’Ambasciata Italiana, un’esperienza che mi è rimasta nel cuore e ha rafforzato l’amore che provo per questa città. Ogni volta ci lascio un pezzo di cuore, pertanto non vi stupirà sapere che appena possibile torno a trascorrerci qualche giorno. E prima o poi, non nascondo, spero di restarci.

Questa volta l’occasione è stato il kick off del tour di una delle mie band preferite, H.E.A.T, svedesi appunto. Non posso negare che la musica mi ha portato qui, molti dei gruppi che ascolto sono scandinavi e in particolare svedesi, rigorosamente rock. Così quando un gruppo di amici mi ha chiesto di seguirli per tre tappe, tra Göteborg, Malmö e Stoccolma, non ho potuto dire di no. Partiti di mercoledì mattina alla volta della spesso trascurata Göteborg, sulla costa occidentale, bellissima cittadina sul mare, fondata nel 1621 dal re Gustavo II Adolfo. Ha circa mezzo milione di abitanti ed è la seconda città più popolosa dopo la capitale Stoccolma. La città si estende lungo il corso del fiume Göta älv, il centro è costituito dalla via principale Kungsportsavenyen che collega la piazza di Götaplatsen, dove emerge la statua del Poseidon, alla parte centrale della città, vicino Brunnsparken e la stazione. A Göteborg si trova il Liseberg, uno dei luna park più famosi della Svezia, l’Ullevi, uno degli stadi più grandi della Scandinavia, e tantissimi scorci stupendi tutti da vedere.

 

Secondo giorno, prendiamo il treno e in circa due ore e mezza siamo a Malmö, cittadina della Scania, regione meridionale della Svezia. Malmö è tra le tre città quella che conosco meno ma che apprezzo per la sua semplicità, è abbastanza piccola ma ha tutto, un parco meraviglioso, Kungsparken, che si estende vicino al Malmöhus, il castello, una torre chiamata Turning Torso perchè sembra attorcigliarsi su se stessa ed è l’edificio più alto della Svezia (scordatevi palazzi e grattacieli in questo paese, dove le costruzioni sono piuttosto basse), la spiaggia di Ribersborg, dove soprattutto d’estate ragazzi e adulti non perdono occasione per stare all’aria aperta. Infine l’Öresundbron, un ponte di 8 km che collega la Svezia alla Danimarca e che si può attraversa in macchina o treno. Altra tappa obbligatoria è la visita alla Lilla Torg, la piazza vecchia.

 

Infine la capitale. Circa quattro ore e mezza di treno e arriviamo a Stoccolma, che viene spesso definita la Venezia del Nord, è una città costruita su cinque isole collegate da ponti e offre tutti i tipi di paesaggi. Ho perso il conto delle volte che ci sono stata, ma è difficile non restarne affascinati. Il centro storico nella piccola isola di Gamla Stan, la via dei negozi Drottninggatan, il castello che è sede del Governo (la residenza reale si trova invece a Drottningholm, fuori città), il quartiere meridionale di Södermalm, l’isola di Djurgården con diversi musei tra cui quello contenente il Vasa, antico veliero  che affondò durante il viaggio inaugurale (come il Titanic per intenderci) e che è stato completamente recuperato, dove si trova anche il Gröna Lund, altro luna park molto visitato e il recente museo dedicato agli Abba. La città può essere girata a piedi, in modo da non perdersi nessuno scorcio, come il lungomare di Skeppsbron o la spiaggia di Långholmen, molto affollata d’estate. Non bastano poche righe per poter raccontare tutto quello che c’è da dire su questa stupenda città. Io vi consiglio vivamente di visitarla almeno una volta nella vita e lasciarvi incantare dalla sua bellezza.

Per quanto riguarda il cibo, infine, immancabile la colazione tipica a base di kanelbullar, brioches alla cannella, zuccherate e con un tocco di cardemomo. Per pranzo, invece, uno dei piatti tipici sono le köttbullar, polpette di carne che trovate in qualsiasi Ikea, ma il cui sapore autentico è da gustare in patria. Accompagnate da purè o patate bollite, con una salsa a base di panna e marmellata di ribes rossi. Per cena, posso suggerire il salmone alla griglia: in questo viaggio lo ho mangiato al planstek, ossia cucinato direttamente su una piastra, accompagnato da purè di patate e verdure grigliate. Da leccarsi i baffi!

 

 

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Mi chiamo Elena, ho 34 anni, sono laureata in Lingue e Letterature Straniere e vivo in provincia di Milano. Sin da quando ero ragazzina la mia più grande passione è stata la musica rock. Sono redattrice musicale, DJ e organizzatrice di concerti per una piccola agenzia di booking che si chiama School Of Rock.

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